17 NOVEMBRE - WORLD PREMATURITY DAY

Nella Giornata Mondiale della Prematurità, raccontiamo la felice conclusione della storia del piccolo Samuele.


Istituito nel 2008, e in seguito riconosciuto dal Parlamento Europeo mediante l'impegno dell’European Foundation for the Care of Newborn Infants, il 17 novembre si celebra la Giornata Mondiale della Prematurità. Lo scopo di questa speciale ricorrenza è di sensibilizzare le persone sul tema dei neonati prematuri e aumentare la consapevolezza sulle sfide che essi devono affrontare.

Secondo l’OMS, nel mondo, ogni anno circa 15 milioni di neonati vengono alla luce prima del termine. In Italia sono circa 35.000.

In questo articolo non parleremo del tema dell’anno, dei rischi, delle cause, del colore di cui si tingono i monumenti, ecc.. Nel World Prematurity Day vogliamo raccontare la commovente storia del piccolo Samuele, attraverso la lettera di Luca e Rita, i due giovani genitori di Capaccio Paestum, al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno.


Gentilissimo Dott. D’Amato,

Le comunichiamo che dev’esser fiero della sua Unità Operativa di Terapia Intensiva Neotale (TIN) per la quale siamo infinitamente grati per averci supportati e soprattutto per aver tempestivamente assistito e curato con amorevole sensibilità ed eccellente professionalità il nostro piccolissimo “eroe” Samuele, dando Vita a lui e motivando la nostra stessa esistenza.

Tutto ha inizio il 4 luglio di quest’anno (sesto mese di gravidanza), quando, nel corso della visita ginecologica di routine, ci fu “imposto” di recarci con urgenza al P.S. di codesta struttura, giacché la gravidanza, già altamente a rischio, stava precipitando.

Il nostro pargoletto, infatti, aveva tanta fretta di nascere…erano le 22:55 di quella notte!

Non potevamo accarezzarlo, vestirlo, nutrirlo, e non c’erano nastrini e coccarde colorate per dargli il benvenuto, ma solo tensione e preoccupazione!

Eravamo in trepidante ansia, ci riferiscono che il bambino, per fortuna, è vivo, ma, considerate le sue condizioni, si è reso necessario trasferirlo nell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale, una sezione dove, di certo, nessun genitore vorrebbe mai transitare.

Dopo qualche ora, siamo stati autorizzati a visitarlo, seppure per pochissimo tempo. Gioia e timore ci accompagnano verso quel reparto, laddove, confusi, occhi lucidi e il cuore pulsante a mille, lo scorgiamo, minuscolo, in una culla non sua (che strano effetto!), addobbato con gli indispensabili supporti tecnologici, e che occuperà per lunghi, interminabili 107 giorni! Quotidianamente siamo stati lì, solo per pochi struggenti minuti, e, nel vederlo, abbiamo trovato la forza per guardare oltre, perché, in fondo, cosa erano le nostre sofferenze, rispetto alle sue, che stava affrontando una sfida impari, molto più grande della nostra: in lotta per vivere!

Comprensibilmente a disagio, a volte smarriti, ma senza mai perdere la fiducia, abbiamo sempre aperto il cuore alla speranza. Giornate e nottate infinite, infarcite da mille e variegati pensieri, e poi il terrore di quel telefono, sempre acceso, dal quale si alternavano informazioni, a volte rassicuranti, altre preoccupanti. Quando, poi, è stato possibile, con cura e tenerezza lo abbiamo preso in braccio, nutrito, per pochi minuti, s‘intende, ma è stato meraviglioso e, siamo certi, con quelle azioni, Samuele, ha sicuramente percepito, anche il nostro rassicurante, amorevole contatto.

Finalmente, poi, il giorno 19 del mese scorso, la telefonata più attesa, la più sperata, la più bella! Ci dicono che Samuele è pronto per tornare a casa, la sua! Emozione e gioia straripano, mentre sentimenti di gratitudine e riconoscenza ci assalgono, crescono a dismisura, e si diffondono dentro di noi. Oggi, più di ieri, desideriamo, con sincerità, esprimerli a quanti hanno reso possibile che le nostre attese si realizzassero, e il sogno diventasse realtà. Al Primario, dott.ssa Graziella Corbo, ai Signori Medici e a tutto il Personale della TIN, e TESTIMONIARE L’ECCELLENZA DELLA LORO PRESTAZIONE SANITARIA che, con elevata professionalità, amore e pazienza genitoriale, hanno assistito, curato e vegliato quel “dono di Dio”, senza risparmiare energia alcuna, ininterrottamente, in modo ammirevole ed esemplare.

Tutti ci hanno sostenuto, guidati, incoraggiati, condiviso ansie e momenti gioiosi, e indicato, inoltre, come gestire, a casa, il suo percorso di crescita.

Di ognuno, non dimenticheremo mai la disponibilità, i sorrisi, le premure, l’affetto, perfino la loro commozione, nel vederlo crescere, piangere, accennare i primi meravigliosi, indimenticabili sorrisi. E se Samuele è qui, con noi, è perché Tutti Loro ci hanno fatto VINCERE una sfida davvero impossibile!

MAI DIMENTICHEREMO, E DAL PROFONDO DEL CUORE, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!

Rita Sofia e Luca Ignarro