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'I GIOVANI SONO IL PRESENTE'. CYBERBULLISMO: SE LO CONOSCI LO EVITI

 

“I giovani sono il presente” queste le parole dell’Assessore ai Giovani e al Patrimonio del Comune di Napoli Alessandra Clemente, che ha sottolineato l’importanza di rivolgere l’attenzione a tematiche contemporanee ed attuali, come il cyberbullismo.

Il convegno sul cyberbullismo, tenutosi a Palazzo Serra di Cassano, è stato organizzato da Raffaele Zocchi e Amelia Focaccio per i Lions Club Napoli Svevo, associazione umanitaria che si occupa di diffondere messaggi di amore e altruismo soprattutto tra i giovani, e dall’associazione Agape Onlus, che porta avanti azioni di volontariato a favore della disabilità.

Nicola Saldutti, giornalista del Corriere e moderatore dell’evento, ha evidenziato che il convegno ha visto la partecipazione di “tutti i pezzi che compongono la nostra complessa società”: psicologi, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine, associazioni, ma soprattutto: giovani".

 

Nutrita la presenza di scolaresche e studenti universitari. Per molti di questi giovani è stata la prima volta al Palazzo Serra di Cassano, storico edificio di Napoli, che un tempo è stato dimora della famiglia Serra, e ancora il suo ingresso principale, che si apriva su via Egiziaca, è chiuso in segno di lutto per l’assassinio di Gennaro Serra che partecipò alla rivolta contro la monarchia. Oggi il palazzo è sede dell’Istituto italiano per gli studi filosofici, che è un importante punto di riferimento per i cittadini, soprattutto per i più giovani. E’ un accademia culturale legata al nome di Benedetto Croce, che ospita una meravigliosa biblioteca e organizza numerosi seminari ed eventi culturali.

“Innamoratevi della vostra città”, dice l’Assessore guardandosi attorno nell’ampia stanza che ospita il convegno, “e quando incontrate un posto come questo, tornateci”.

In una delle antiche stanze del palazzo settecentesco si è svolto quindi un incontro con adulti e ragazzi su una problematica attuale e diffusa: il cyberbullismo.

Tutti sono consapevoli che spesso per bambini e ragazzi luoghi di incontro e ritrovo come scuole o palestre possono divenire teatro di atti di violenza, molestie, diffamazioni.

Ma forse non tutti sanno che al giorno d’oggi questi spiacevoli atti di violenza possono verificarsi anche al di fuori di tali luoghi: tra le mura domestiche e a qualsiasi ora del giorno, tramite la Rete.

Questa forma di prepotenza virtuale prende il nome di cyberbullismo. Se ne sente parlare sempre di più perché il fenomeno è in costante aumento, a causa del controllo che ormai i social esercitano sulla vita dei ragazzi.

L’Assessore ricorda di una volta in cui dei ragazzi le hanno detto di preferire il pullman alla metro perché sul pullman possono restare connessi durante il tragitto.

E proprio perché questo spiacevole fenomeno è in costante aumento è importante parlarne, soprattutto in presenza di tanti ragazzi.

La psicoterapeuta Annamaria Santangelo -presidente dell’Agape- si meraviglia di avere in terapia un numero sempre crescente di adolescenti, testimonianza di un disagio in aumento.

Il cyberbullismo rispetto al bullismo è caratterizzato molto spesso dall’anonimato del molestatore, dall’indebolimento delle remore etiche, dall’assenza di limiti spazio-temporali.

E la cosa più grave consiste probabilmente proprio nell’assenza di contatto fisico e visivo tra il bullo e la vittima. Senza questo diminuiscono drasticamente le possibilità da parte del bullo di provare empatia.

L’avvocato presidente del Lions Club Napoli Svevo Fulvia Russo ha ricordato che esiste una Legge che riguarda i minori che hanno compiuto 14 anni e prevede provvedimenti di carattere amministrativo per il bullo e la possibilità per la vittima o i genitori o i tutori di questa di proporre istanza al gestore di un sito internet o di un social per ottenere l’oscuramento di contenuti offensivi.

Dopo aver discusso di come riconoscere e come cercare di “risolvere” un problema di cyberbullismo, è importante sottolineare che molto spesso i bulli o i cyberbulli sono persone fragili, che nascondono la propria debolezza dietro atti di presunzione. Molto spesso non sono persone cattive, ma bisognose di maggiori cure ed attenzioni da parte della famiglia, della scuola, della comunità cittadina. Sono questi infatti i “campi di gioco” dove maggiormente si svolge la formazione dei ragazzi, ed è a partire da questi tre luoghi che è necessario intervenire per prevenire fenomeni di bullismo, diffondendo messaggi di amore e comprensione. La psicoterapeuta Santangelo sottolinea come per i genitori sia importante ascoltare, soprattutto nella fase della preadolescenza, durante la quale i figli sono ancora troppo piccoli e con poca stima di sé per essere lasciati a loro stessi.

 Anche l’ente scolastico ha un compito altrettanto importante: quello di educare alla civiltà, alla tolleranza, al rispetto per le regole e verso l’altro. Per questo è necessario avere a disposizione in ogni scuola docenti pronti all’ascolto e attenti alle dinamiche di classe.

Ma anche la città gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo della sensibilità dei ragazzi. La città o la comunità a cui ciascun ragazzo appartiene ha il compito di stimolare la creatività, il lavoro di gruppo, la capacità di iniziativa, organizzando attività educative e ricreative per il tempo libero.

L’Assessore riconosce grande importanza al tempo libero dei ragazzi e invita tutti i presenti a consultare il sito e la pagina Facebook dell’Assessorato ai Giovani, per essere informati di eventi e attività creative e di volontariato.

In questo modo, sostiene sempre Alessandra Clemente, due patrimoni possano incontrarsi nella nostra e in tutte le città: quello culturale, storico, monumentale, e quello dei giovani, che con le loro energie e i loro talenti possono aiutare a superare problematiche e difficoltà presenti e costruire un futuro migliore, di solidarietà e tolleranza.  

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