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LEGAMBIENTE: ESCURSIONE AL LAGO D’AVERNO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE ZONE UMIDE

Escursioni guidate e attività di volontariato sono state organizzate da Legambiente in tutta la Penisola per la Giornata mondiale delle zone umide.

L’evento viene celebrato ogni anno il 2 febbraio per ricordare la firma della Convenzione di Ramsar, sottoscritta nel 1971 da 170 Paesi.

Si tratta dell’unico trattato internazionale sull’ambiente rivolto alla tutela di questo particolare ecosistema.

Le zone umide comprendono paludi, torbiere, fiumi, laghi, coste… La loro tutela è di fondamentale importanza dal momento che, insieme alle barriere coralline e le foreste tropicali,  le zone umide sono tra gli ecosistemi a più alta biodiversità del pianeta e svolgono funzioni di mitigazione ai cambiamenti climatici. I delicati equilibri di tale ecosistema sono stati messi alla prova in special modo negli ultimi anni, a causa del riscaldamento globale. La Giornata mondiale delle zone umide mira dunque a sensibilizzare istituzioni e cittadini alla loro protezione.

Per l’occasione, Legambiente Campi Flegrei ha organizzato sabato 9 febbraio un’escursione guidata tra natura e archeologia lungo il lago d’Averno, il suggestivo specchio d’acqua situato nel Comune di Pozzuoli, tra Lucrino e Cuma. Si tratta di un’antico lago vulcanico, nato 4.000 anni fa, che nei millenni ha subito gli effetti delle numerose vicende vulcaniche dei Campi Flegrei.

Nicola Saiello, guida ambientale ed escursionista, racconta la storia del lago: il suo nome deriva dal greco avernus, “privo di uccelli”. In tempi antichi infatti, le sue acque esalavano gas tossici, che uccidevano qualunque uccello vi volasse sopra. Di lì le numerose leggende che, da Lucrezio a Dante, parlano del lago come dell’ingresso degli inferi. «Le condizioni del lago» -spiega Nicola- «cambiarono attorno al 37 a.C. quando Ottaviano Augusto si rivolse a Vespasiano Agrippa per elaborare una strategia di guerra. L’imperatore aveva bisogno di un luogo dove nascondere le frotte e Agrippa subito si accorse della potenzialità del territorio: fece scavare un canale che collegava il Lago di Lucrino col mare, e il Lago di Lucrino con il Lago di Averno, e nascose nei due laghi le flotte. Ebbe inizio un’enorme opera di bonifica, durante la quale i Romani si resero conto delle proprietà termali della zona, e cominciarono a costruire centri termali.» Il più grande, chiamato Tempio di Apollo, è ancora situato sulle sponde del lago, e contribuisce a rendere ancora più suggestivo il paesaggio lacustre. Le sue rovine occupano una piccola area del sentiero, ma in realtà «era enorme: 38 metri di diametro; secondo per dimensioni soltanto al Pantheon di Roma. Aveva una cupola gigantesca ed era circa 5-6 metri più altro rispetto a com’è attualmente poiché il bradisismo lo ha interrato» chiarisce Nicola ed aggiunge «Le finestre in alto, visibili ancora oggi, servivano a far entrare l’aria calda del lago. Altre entrate in basso permettevano invece di far entrare l’acqua calda»

I Romani potevano quindi godersi un vero e proprio idromassaggio!

Il resto dell’antico centro termale è finito nel lago, e in particolari condizioni di limpidezza si può riuscire a scorgere le rovine. L’immersione nel lago è però assolutamente vietata, dal momento che non si può essere certi delle condizioni delle sue acque. Tuttavia, l’abbondante flora del lago fa ben sperare: se si è fortunati può capitare di imbattersi in gigantesche tartarughe centenarie e perfino enormi aragoste e crostacei.

Giocacchino Ambrosino Di Miccio, vicepresidente di Legambiente Campi Flegrei, osserva che il lago e la sua salvaguardia sono di fondamentale importanza in particolar modo per l’avifauna: folaghe e germani reali hanno fatto del lago la loro casa e uccelli migratori, quali cormorani e aironi, sostano sulle sue acque durante i periodi di migrazione.  Soprattutto per il legame con gli uccelli, il lago va tutelato come zona umida, e per questo è stato protagonista dell’escursione svolta nel periodo della celebrazione della Giornata delle zone umide.

L’escursione termina con un’ennesima opera romana dinanzi alla quale non si può fare altro che ammirare l’ingegnosità dei suoi costruttori: la grotta di Cocceio, uno dei più grandi architetti dell’Impero Romano. Si tratta di un enorme tunnel che attraversa il monte Grillo per collegare il lago d’Averno con Cuma. «Un’opera pazzesca, che permetteva di preparare le flotte mentre i nemici, che nel frattempo erano arrivati sulle rive di Cuma, prima di giungere al lago d’Averno, avrebbero dovuto fare prima il giro per Lucrino, Miseno, Baia, Bacoli…» spiega Nicola. 

Anche al lago d’Averno il nostro millenario patrimonio archeologico-culturale incontra quello naturale, dando vita ad incantevoli paesaggi, che è importante preservare.

Per poter prendere parte alle iniziative di Legambiente è possibile consultare la pagina  e il gruppo Facebook dell’associazione o inviare una mail all’indirizzo: legambiente.bacoli@gmail.com

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