Emergenza COVID-19: DARE VOCE ALLA DOMANDA DI GIUSTIZIA PER I SOGGETTI PIU' VULNERABILI.

20/04/2020

 

L'emergenza COVID-19 pone problemi meno immediatamente percepibili dall'opinione pubblica, ma altrettanti gravi. Cammino - Camera nazionale avvocati per la persona, le relazioni familiari e i minorenni, cerca di affrontarli, in difesa delle persone più deboli colpite dalle conseguenze dei provvedimenti.

 

Con questo obiettivo, venerdì scorso, 17 aprile, la Presidente di Cammino, Avv. Maria Giovanna Ruo, ha portato all’attenzione del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, alcune tematiche relative ai soggetti vulnerabili di cui l’Associazione si occupa da più di 20 anni e alcune proposte per l’avvocatura specializzata.

 

Nell’attuale periodo di vigenza delle misure di contrasto al COVID-19 (fase I) gli avvocati esperti che fanno parte di questa rete nazionale hanno voluto fornire indicazioni per una vicinanza concreta alle famiglie con minori, agli anziani, alle vittime di violenza, ai detenuti: perché i diritti fondamentali non possono andare in quarantena.

 

Non si può nascondere infatti  la perplessità rispetto al proliferare di protocolli diversi, che finiscono con assicurare risposte differenziate nel Paese. Soluzioni certamente pregevoli per lo spirito che le anima di accelerare la giustizia, ma non adeguate al rispetto dei diritti nei casi concreti.

 

«Si sono fino ad ora alternate voci di psicologi, pedagogisti, professori universitari di diritto ed altre scienze, o assistenti sociali, per garantire alle famiglie la vicinanza delle istituzioni – spiega l’Avv. Ruo – ma i consigli non sono sufficienti ad articolare in questo momento così complessole diverse responsabilità: genitoriale, sociale, professionale. Servono proposte di modifica alla normativa vigente per superare il periodo di emergenza dovuto alle misure di contrasto al COVID-19. Gli aspetti processuali devono andare verso la semplificazione; l’accelerazione dei procedimenti separativi e l’ampliamento della possibilità di definire le crisi tra genitori con strumenti negoziali anche per i figli dei genitori coniugati. Oggi non è così ed è uno scandalo!».

 

Preoccupa il fermo quasi totale della giustizia in questo settore: nonostante si tratti di materie per le quali le attività giudiziarie non avrebbero dovuto essere sospese, la verità è che la situazione è di fermo pressoché totale dovunque. «Da uno studio sistematico da noi condotto in tutti i distretti e circondari, risulta che la logica del differimento è vincente: l’accesso alle cancellerie è solo per casi urgenti – dice la Presidente Ruo – ma poi di fatto non viene assicurato sia nei Tribunali per i minorenni sia nei Tribunali ordinari; le notifiche non vengono effettuate per il fermo pressoché totale degli UNEP e persino della Posta».

 

Tutto ciò si traduce in giustizia negata: tanto più che le case in cui da settimane le persone sono costrette a convivere continuativamente possono essere divenute luoghi di conflitti permanenti, se non di trattamenti disumani e degradanti in caso di violenza domestica. Le persone hanno bisogno urgente di trovare soluzione ai problemi di una convivenza forzata.

 

È quindi necessario fare in modo che la giustizia risponda al più presto a questa domanda, in modo efficace e celere e che l’attività di udienza riprenda a pieno regime, almeno una volta finita l’emergenza epidemiologica della fase I. 

 

L’Associazione ha avanzato inoltre proposte di sostegno all’avvocatura specializzata in area persone, relazioni familiari e minorenni. «Nella prospettiva anzidetta l’avvocatura “specializzata” non si tira indietro - conclude la Presidente Ruo – ma non può far a meno di sottolineare come essa stessa sia soggetto vulnerabile: tutelando posizioni costituzionalmente garantite siamo diventati immuni “ex lege” dato che l’esercizio della professione nel nostro settore esige l’incontro con persone anche in situazioni di concentrazione, oltre che l’assistenza alle Parti in udienza». 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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