INTERVISTA A DIEGO MACARIO

30/05/2020

" Il teatro è uno dei settori che più duramente è stato colpito dalla colossale crisi covid-19. Lo spettacolo, da sempre fioriera naturale di arte in ogni sua forma ed espressione, è uno dei comparti fondamentali per la crescita intellettuale, culturale ed espressiva dell’uomo e oggi, è stato messo a dura prova. L’intero settore è stato assoggettato periodicamente, dal taglio di fondi pubblici che ha, inevitabilmente, generato di anno in anno “precariato” nella stragrande maggioranza dei lavoratori”, ha dichiarato l'attore DIEGO MACARIO.

 

Ad oggi lo Stato, ci fa sapere Diego Macario, pur considerando con quanta difficoltà si trova ad affrontare e risolvere problemi economico sociali fondamentali,  sembra non preoccuparsi più di tanto delle centinaia di migliaia di lavoratori del nostro settore che vivono una situazione drammatica, senza alcuna “entrata” economica e di sostentamento sociale. Basti pensare che il primo decreto emanato a marzo,  prevedeva il bonus dei 600 euro a coloro che nello scorso anno aveva maturato 30 contributi giornalieri, cosa assai difficile visto che, il settore già viveva di precarietà dagli anni precedenti e tanti artisti sono stati costretti a lavorare discontinuamente.  Solo in pochi hanno avuto la fortuna di lavorare costantemente, con le esigue produzioni che avevano la capacità d’investimento a medio-lungo termine. Ad inizio maggio lo stato, con il nuovo ed ultimo decreto “Rilancio”, ha diminuito le giornate lavorative portandole da 30 a 7, dando la possibilità, finalmente, di ricevere il famoso “bonus”.  Il paradosso è che ad oggi, siamo al 30 maggio, l’Ente preposto ancora non ha aggiornato il sistema per poter presentare la domanda, con la beffa che l’ultima scadenza è prevista il 3 giugno. Da aggiungere poi, che nonostante il 15 giugno si preveda – solo su carta – la riapertura delle strutture teatrali, ancora non ci sono le condizioni “socio sanitarie” ideali per far ripartire alcun tipo di produzione. Per natura il teatro ed in generale spettacoli ed eventi, sono sinonimo di “aggregazione” e non “distanziamento” e i tempi per vedere un filo di luce per la completa riapertura, sono ancora assai lontani”.

 

Nel frattempo cosa si fa? Cosa faranno tutti coloro che vivono, o meglio sopravvivono quotidianamente del proprio mestiere, nell’immenso e poliedrico mondo artistico?

“E’ difficile, conclude Diego Macario,  dare una risposta, mi auguro solo che il prima possibile si ritorni sulle scene tutti insieme per continuare a intrattenere ed emozionare il pubblico sovrano”.

 

 

 

Diego Macario nasce e vive a Napoli, inizia a scrivere poesie sin dall'età adolescenziale componendo, ad oggi, numerose odi e poesie, seguendo l’estro del padre (Nicola, ingegnere e anch’egli scrittore) e del nonno (Giuseppe, nobile letterato autore di numerosi odi tra cui la tragedia “ Giuditta “ del 1911 portata al teatro Argentina di Roma con protagonisti Evelina Paoli e Annibale Ninchi).

La sua passione per il teatro nasce dal 1998, anno in cui debutta per la prima volta su di un palcoscenico. Numerosi sono gli spettacoli in cui ha interpretato diversi ruoli soprattutto comici con tanti artisti noti del panorama teatrale partenopeo (solo per citarne alcuni: Corrado Taranto, Lucia Oreto, Oscar di Maio, Nino d’Angelo, Bruno Garofalo Antonio e Maurizio Casagrande). ha collaborato a numerosi eventi pubblici tra cui “Magnate n’emozione” nell’ambito della chiusura Expo a Napoli sulla dieta mediterranea, (complesso monumentale S. Domenico Maggiore 2015); direttore artistico per due eventi dedicati a Totò nell’ambito della programmazione Forum Culture Universali (2014)

E’ autore dello spettacolo inedito di rivista “Ma che Rivista” con il quale ha ricevuto numerosi apprezzamenti di critica e pubblico, che ha debuttato, con Elena e Dante Maggio figli del grande Beniamino Maggio, al teatro Bolivar nella stagione 2015, ricevendo inoltre il premio “De Magistris” alla presenza del Sindaco di Napoli. Nel 2014 realizza il suo primo cortometraggio “Amore d’altri tempi” in ambientazione d’epoca e dialoghi in versi, proiettato al cinema Plaza (con oltre 500 presenze), da cui, con la versione teatrale nel 2016, vince il primo premio come miglior spettacolo, regia e attore. E’ inoltre autore di numerose poesie ed alcuni sketch teatrali comici, debuttati nei sui spettacoli di varietà: Pillole dalla Rivista, Napoli in Rivista (con la partecipazione di Oscar di Maio, C’era una volta il siparietto). Al cinema ha partecipato come figurante special, oltre che nella soap “Un posto al sole”, anche nei film: "l'oro di Scampia" regia di Marco Pontecorvo; "Il giovane Favoloso" regia di Mario Martone, "La banda di S. Gennaro" regia di Nando De Maio con il quale ha partecipato in un ruolo nella sit com “Condominio” (2016); come figurante speciale nel film “La tenerezza” regia di Gianni Amelio (2017); ha un ruolo nel film "I peggiori" di e regia di Vincenzo Alfieri (uscita Maggio 2017); nella soap “Un posto al sole” nel ruolo del Pubblico Ministero. Nel 2017 gira alcune pose, nel ruolo di maresciallo dei carabinieri per la serie “L’amica geniale” regia di Saverio Costanzo (2018). Diego Macario si occupa anche di direzione artistica, organizzazione e programmazione di eventi e spettacoli. Dal 2017 collabora come “macchiettista” con la compagnia teatrale Era Napoli, impegnata in spettacoli di varietà e cafè chantant ed è esperto e docente del progetto triennale Alternanza Scuola Lavoro Formazione Teatro a cura del Cinema Plaza e teatro Diana di Napoli. Nel 2019 realizza il cortometraggio “Il coraggio di guardare avanti”, sulla delicata tematica della crisi economica con il quale vince il premio Comune di Napoli (Gulf of Naples Indipendent Film Festival). Nel 2019 realizza lo spettacolo “Musica Ammore e Corne” che diffonde la cultura della macchietta napoletana, impegnato in varie tournee.

 

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