CC3PONTI DI ROMA: DISCESA DEL DANUBIO A REMI CON EQUIPAGGI MISTI INTERNAZIONALI E DEL PARAROWING.UN SUCCESSO ANCHE QUEST'ANNO. Fondamentale l'appoggio della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale

03/08/2020

Si è conclusa con un successo anche quest'anno, lo scorso primo agosto, l'impresa della DISCESA DEL DANUBIO A REMI, già affrontata nel 2019 in un tratto diverso del fiume. Questa volta la regata è partita da Linz e si è conclusa a Vienna.  Riccardo Dezi e Giulia Benigni, rispettivamente Presidente e Vicepresidente del Circolo Canottieri 3 Ponti di Roma, tecnici di Canottaggio di IV livello Europeo, l’hanno intrapresa anche quest’anno, conducendo all'arrivo un gruppo INCLUSIVO ed INTERNAZIONALE di atleti:  accanto ad una compagine dei Master del Circolo Canottieri 3 Ponti, atleti diversamente abili, italiani e austriaci, per la maggior parte non vedenti o ipovedenti. Un totale 4 equipaggi da 8 con timoniere, seguiti in tutto il tragitto dagli organizzatori e dallo Staff, con Monica Magini, con 2 motoscafi d’appoggio. Ciascun equipaggio era  composto per il 25% dei vogatori da atleti del PARAROWING.

 

Fondamentale ancora una volta per le difficoltà connesse all'organizzazione della regata il sostegno che le ha assicurato la FONDAZIONE TERZO PILASTRO-INTERNAZIONALE. Il suo Presidente, il  Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, è fautore convinto del “no profit” come unica alternativa valida alla crisi dello Stato e del mercato nel fronteggiare le esigenze imprescindibili della collettività. La sua Fondazione per questo opera nei campi della sanità, della ricerca scientifica, dell’assistenza alle categorie sociali deboli, dell’istruzione e formazione, dell’arte e della cultura, con funzione anche di trait d’union tra i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo. Da sempre attenta alla importanza della diffusione dei valori più alti legati allo Sport, come quelli dell' inclusione, dell’integrazione, della solidarietà, la Fondazione ha deciso anche per il 2020 di sostenere il Circolo Canottieri 3 Ponti in un'impresa che quei valori, semplicemente, mette in pratica.

 

La Discesa a remi di un fiume con il Danubio, percorso da correnti e attraversato da grandi navi, con equipaggi di atleti che parlano lingue diverse e atleti diversamente abili è faticosa, insidiosa e non scevra da rischi. A fare la differenza, accanto alla preparazione e determinazione di tutti gli atleti, la professionalità ed esperienza dei due allenatori, che svolgono regolarmente attività remiera sia con atleti diversamente abili che normodotati. Riccardo Dezi è Direttore Tecnico del settore Pararowing del Circolo Canottieri Aniene e allenatore dell’equipaggio societario PR3 vincitore della medaglia di bronzo ai Campionato Mondiali del 2017 a Sarasota composto da Paola Protopapa, Lucilla Aglioti, Tommaso Schettino e Luca Agoletto. Inoltre, sono impegnati nell’attività agonistica per la Asd CC 3 Ponti due atleti del Pararowing: Marco Carapacchio e Daniela De Blasis. 

 

L'impresa

 

5 le tappe della regata per un totale di 205 chilometri. Martedi 28 luglio, da Linz, ha preso il via ufficialmente la Discesa, con una prima tappa di 55 km, terminata a Grein. Mercoledì 29 luglio gli atleti hanno percorso a remi i 45 km che li separavano da Melk. Giovedì 30 luglio la terza tappa, di soli 25 km, finita a Durnstein. Venerdì 31, partiti da Durnstein, gli equipaggi hanno raggiunto la città di Tulln a 45 km di distanza. La mattina di sabato 1° agosto l’imbarco del gruppo che ha affrontato l’ultima tappa di 30 km fino a Vienna.

 

Il 28 luglio la prima tappa da Linz a Grein: i 4 equipaggi dopo le foto ufficiali di rito, sono partiti da Linz intorno alle 8 del mattino. All’avvio della regata l’equipaggio del Pararowing e dei loro accompagnatori era composto da: Luca Agoletto, Richard Sellinger, David Erkinger, Marco Carapacchio, Claudia Rauch, Paola Pomponi, Giusy Nuzzo, Daniele Stefanoni. Al timone, Florian Kremslehner. Per percorrere i 55 chilometri previsti hanno impiegato poco più di 7 ore, soffrendo sicuramente per un caldo anomalo, senza incontrare però particolari problemi in questo primo segmento, attraversando anche due chiuse, con un fiume fermo, percorso meno del solito da correnti. Dopo le chiuse il tratto più faticoso, un lungo rettilineo di circa 10 chilometri e poi gli ultimi 15 km fino a Grein. La seconda tappa il 29 luglio, da Grein a Melk. Dopo la visita al Castello gli equipaggi, rimescolati dagli allenatori per ottimizzarne la prestazione, si sono imbarcati alla volta di Melk. Decisamente migliori le condizioni atmosferiche: qualche grado in meno di temperatura percepita, alcuni nubi ad oscurare il sole, e soprattutto un fiume più stretto, con correnti, più veloce, che ha reso la navigazione un filo meno faticosa. Molto piacevoli e agiografici i paesaggi e due le chiuse attraversate anche in questa tappa, da dove si affacciava un bel pubblico interessato al passaggio delle barche. Attimi di preoccupazione in una delle chiuse, superata accanto ad una chiatta di grandi dimensioni. Cinque ore e mezza e 45 chilometri percorsi hanno brillantemente condotto gli equipaggi a Melk.  Giovedi 30 luglio, la terza tappa: l’imbarco alle 14.30 alla volta di Durnstein, tratto di “soli” venticinque chilometri di fiume, ma molto pericoloso perché frequentato dalle grandi navi, il che ha richiesto la scorta della Polizia navale fino alla meta. Lungo il percorso un altro assaggio di storia, con il passaggio al di sotto delle rovine del sito dove è stato prigioniero Riccardo I d'Inghilterra, noto anche con il nome di Riccardo Cuor di Leone. Un piccolo incidente coinvolge un atleta non vedente, David Erkinger, membro della squadra nazionale austriaca di Pararowing. Un colpo alla testa le cui conseguenze gli impediranno purtroppo di continuare a remare per le ultime tappe. L’approdo alla Ruder Union Melk di Durnstein, con l’equipaggio del Pararowing timonato da Monica Magini. Venerdì 31 luglio, la quarta e penultima tappa. Da Durnstein a Tulln gli atleti hanno percorso 45 chilometri, con l'attraversamento di una sola chiusa: 5 ore e 15 minuti affrontate dai vogatori con entusiasmo, nonostante il grande caldo, tornato prepotentemente a farsi sentire. Un solo bagno ristoratore dalla spiaggia, a circa dieci chilometri dall'arrivo. 

 

L’arrivo a Vienna

 

Gli equipaggi hanno raggiunto Vienna il 1 agosto - scortati da cigni bianchi! - dopo i trentatré chilometri della quinta e ultima tappa, da Tulln. Una tappa segnata da un intenso traffico navale, soprattutto nei pressi della capitale austriaca, cosa che ha fermato le barche a lungo all'ultima chiusa. Una sosta per l'ultimo bagno nel grande fiume a circa dieci chilometri dal traguardo e infine l'arrivo, con il pranzo viennese all'ombra del ciliegio secolare del Circolo di approdo, il Donauhort Ruderverein,  circolo sportivo degli atleti austriaci che hanno preso parte alla regata. Una festa, che ha celebrato il sollievo dalla fatica e le grandi soddisfazioni che questo sport regala, soprattutto quando si fa bandiera di valori più alti. 

 

Bandiere

 

Tre, a proposito, le bandiere omaggiate dal successo della Discesa del Danubio a remi 2020, da Linz a Vienna: la bandiera Italiana e quella Austriaca degli atleti Master e del Pararowing che hanno partecipato alla regata, e la bandiera della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale che li ha sostenuti.  Un vero lavoro di squadra che non ha lasciato indietro nessuno.

 

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