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CIMITERO DI POGGIOREALE CHIUSO!

“Se proprio non potete farne a meno, non morite in questi giorni! Il cimitero è chiuso e non si sa quando riaprirà. Abbiate pazienza, cercate di tenere un poco in mano, aspettate qualche giorno prima di morire”.


Niente da fare, i napoletani sono incapaci di rispettare le ordinanze e le disposizioni, come hanno dimostrato in occasione di quella che vietava l’esplosione di fuochi artificiali la notte di San Silvestro, ed hanno continuato imperterriti a morire. I defunti sono stati accolti nel deposito del cimitero nuovo, ed è facile assistere a scene come queste che vado a descrivervi.

“Scusate, dovrei essere sepolto. Ma voi state in coda tutti quanti?” “ E che siete cecato? Non lo vedete che stiamo in coda?” “Ma bisogna prendere il numero?” “Bisognava prendere il numero, ma il distributore è rotto, e allora hanno messo il solito foglio di carta con la matita e vi dovete segnare” “Anche qui il foglio di carta e la matita…Permesso, permesso” “ E non spingete, che fretta avete?” Nel frattempo un’altra signora si fa largo a colpi d’anca e si appresta a scrivere il nome sul foglio “Signora, scusate, ma c’ero prima io” “Ma quando mai, io sto qua da mezzogiorno. Chiedete a questo signore” “No signora, veramente, voi siete arrivata e vi siete impizzata toma toma cacchia cacchia” “Ma quando mai! Va bè, segnatevi pure voi. I soliti maschi prepotenti!” “Gesù e io sono il numero 133, chissà quanto tempo ci toccherà aspettare! Sapete per caso a che numero stanno?” “Ma che numero e numero, il cimitero è chiuso e non si sa quando riaprirà. Non hanno ancora incominciato a chiamare.” “Ma tu guarda. Anche qui la fila come al Comune o alla Posta!!” Nel frattempo arriva un signore alto e distinto che tenta di farsi largo nella folla “Permesso! Permesso! Lasciatemi passare. io devo essere sepolto” “Signò, qua tutti quanti dobbiamo essere sepolti. Non vedete che ci sta la fila?” “Ma quale fila e fila! Io devo andare nel Quadrato degli Uomini Illustri. Io sono un onorevole e poi sono Cavaliere, appartengo all’Arciconfraternita degli Illustrissimi Portatori di Assegni a Vuoto! Io ho la precedenza!” “Ma quale cavaliere e commendatore! Ma quale onorevole! Ma quale precedenza! Qua siamo tutti uguali, e voi dovete fare la fila! Scrivetevi sul foglio” “Ma queste sono cose da pazzi! Io dovevo stare nella nostra cappella, dove mi aspettano gli amici, alle 16 e sono già le 16 e 30! Io protesterò in alto loco! Con San Giuseppe, il nostro protettore!” “E io mi rivolgo a San Gennaro! Vedete, tengo qui sul petto il suo ritratto. Signò non ci fate bestemmiare, mettetevi in fila e state buono!”. La lite divampa, altre voci si uniscono, il frastuono diventa infernale, finchè arrivano i guardiani “Insomma basta! E che maniere1Ma lo capite o no che siete morti e vi comportate peggio dei vivi! Ha detto il direttore che se non la smettete vi farà gettare tutti nella fossa comune”

Il tumulto si placa, solo qualcuno ancora mormora. Insomma. per i napoletani la pace è un miraggio, hai voglia a dire Riposa in Pace, la guerra continua anche dopo la morte

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