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Architettura del Fuoco nei Locali Premium: sicurezza antincendio e Circolare VVF 674/2026

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 13 min

Dal caso Crans-Montana a materiali, fumo e gestione dell’affollamento: guida pratica per bar, lounge e ristoranti di fascia alta

Sicurezza antincendio nei locali premium
Sicurezza antincendio nei locali premium

 

In questa guida trovi criteri e strumenti operativi per progettare e gestire la sicurezza antincendio nei locali premium, senza cadere in adempimenti inutili ma senza sottovalutare i passaggi che, nelle serate piene, cambiano davvero le regole del gioco.

Troverai un’analisi di un caso reale, indicazioni su materiali e Euroclassi, gestione di fumo e calore, rischi in cucina, controlli e manutenzioni, più una bussola aggiornata sulla Circolare VVF 674/2026 per distinguere somministrazione e pubblico spettacolo.

 

In 60 secondi

Se il tuo locale propone serate evento, DJ set o show al tavolo, la sicurezza non dipende solo dai materiali: dipende da affollamento reale, layout variabile, gestione degli esodi e coerenza tra ciò che comunichi e ciò che sai governare. Le sezioni più pratiche sono la Checklist Premium e la bussola sulla Circolare VVF 674/2026.

 

Reazione vs Resistenza al Fuoco – Prevenzione Incendi Locali
Reazione vs Resistenza al Fuoco – Prevenzione Incendi Locali

Estetica e strategia antincendio

In un bar di lusso la sicurezza antincendio non è un “tema tecnico” da lasciare in fondo al progetto. È parte della brand experience e comincia da una scelta consapevole dei materiali ignifughi per locali pubblici, perché rivestimenti, luci, layout e scenografie determinano quanto tempo reale esiste tra un innesco e una situazione ingestibile. Quando l’estetica non dialoga con la strategia antincendio, il rischio non è soltanto l’incendio: è la perdita di controllo in pochi minuti, con fumo, calore e orientamento compromessi. È in questo spazio di tempo, spesso sottovalutato, che si gioca la differenza tra un locale scenografico e un locale progettato per proteggere la vita.


L'Analisi del Caso: Crans-Montana e la "Trappola" del Legno

L’incendio del celebre club alpino a Crans-Montana, avvenuto nella notte di Capodanno 2025–2026, rappresenta un caso di studio utile per comprendere il rischio di propagazione verticale. In strutture dove il legno è l’elemento architettonico dominante, il fuoco non si limita a bruciare: può risalire e coinvolgere rapidamente elementi in quota e cavità.

  • Il fenomeno del flashover: in ambienti chiusi e ricchi di arredi combustibili si può raggiungere la combustione generalizzata improvvisa in meno di 5 minuti. Da quel momento il tempo utile per intervenire e gestire l’esodo si riduce drasticamente.

  • Tempi di intervento e autosufficienza: in zone montane o in contesti con accessi complessi la risposta dei soccorsi può essere più lenta. Questo impone che la struttura regga i primi 20-30 minuti con sistemi di rilevazione e spegnimento automatico coerenti con il progetto.


 

Serate danzanti e karaoke – Rischio incendi
Serate danzanti e karaoke – Rischio incendi

Policy di sala per eventi, compleanni e show

Nei locali di fascia alta, compleanni e show al tavolo (candeline, scintille decorative, flambé) non sono un dettaglio: sono una sorgente d’innesco ricorrente. Serve una policy interna chiara: chi autorizza, cosa è ammesso, distanza minima da controsoffitti e tessili, presidi pronti e briefing allo staff prima del servizio. La regola è semplice: lo show non deve mai avvicinarsi a materiali e volumi che amplificano fumo e calore. In questo punto la Circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco prot. n. 0000674 del 15 gennaio 2026 aiuta a leggere correttamente il confine: se lo show resta accessorio alla somministrazione, l’attività rimane qualificabile come bar o ristorante; se invece l’intrattenimento diventa prevalente o comporta una trasformazione funzionale del locale, occorre riesaminare l’inquadramento complessivo anche in relazione ai profili di pubblico spettacolo e agli eventuali adempimenti di prevenzione incendi.


Due scenari reali da locale premium

Scenario 1 - DJ set e area prive: definisci una capienza operativa, governa le code e impedisci che separé e arredi mobili restringano le vie di esodo; aggiorna la micro-verifica layout prima dell’apertura. Scenario 2 - show al tavolo (flambé, scintille, candeline): delimita dove si può fare e dove no, assegna responsabilità chiare al personale, vieta materiali facilmente infiammabili in prossimità, prevedi estintore idoneo e addestramento specifico.


Sicurezza Antincendio tra Design e Protezione Vita
Sicurezza Antincendio tra Design e Protezione Vita

 

Illuminazione scenica e impianti elettrici temporanei

Illuminazione scenica, corpi luce in quota, alimentatori e installazioni temporanee per eventi sono spesso il rischio più sottovalutato. Evita prolunghe improvvisate e sovraccarichi, prevedi controlli periodici su quadri, linee e punti di distribuzione che alimentano luci, audio e apparecchiature di banco. In una venue premium, manutenzione elettrica significa prevenzione, non solo continuità di servizio.

 

Affollamento e layout variabile: quando la sala cambia

Il layout cambia: serate con DJ, aree privé, code, sedute mobili, separé e scenografie. Ogni variazione può creare strozzature o ostacoli lungo l’esodo. Introduce una micro-verifica prima dell’apertura e dopo ogni allestimento: uscite libere, passaggi leggibili, arredi coerenti con i flussi reali. La sicurezza non si misura sul disegno, ma sulla sala quando è piena.

Una nota operativa, spesso trascurata, riguarda la gestione dell’emergenza: la normativa antincendio ragiona sugli “occupanti”, cioè su tutte le persone presenti a qualunque titolo, non solo sui lavoratori. La stessa Circolare prot. n. 0000674 del 15 gennaio 2026 ricorda che, ai sensi del Decreto del Ministro dell’interno 2 settembre 2021, il piano di emergenza è richiesto anche per i luoghi di lavoro aperti al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente, indipendentemente dal numero dei dipendenti, oltre che nei casi con almeno 10 lavoratori o nelle attività soggette al Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151.


Errori comuni

Pensare che, con pochi dipendenti, basti un approccio minimale. Nelle serate piene conta quante persone sono dentro, come si muovono e come reagisce la sala in caso di fumo. La gestione dell’emergenza va costruita su affollamento reale, ruoli e prove, non sul numero in busta paga.


Rooftop bar in fiamme
Rooftop bar in fiamme

 

Quando un bar “diventa” pubblico spettacolo: la bussola della Circolare VVF 674/2026

Non conta l’insegna: conta come funziona il locale nelle serate piene

Nei locali di fascia alta la differenza non è estetica: dipende da uso reale, assetto e gestione dell’affollamento. La Circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco prot. n. 0000674 del 15 gennaio 2026 nasce per uniformare le interpretazioni e distinguere la somministrazione dal trattenimento/pubblico spettacolo.

Bar e ristoranti: non soggetti “di per sé”, ma attenzione alle attività a servizio

La circolare ricorda che bar e ristoranti, in quanto tali, non rientrano nell’Allegato I del Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151. Tuttavia possono essere coinvolti dagli adempimenti se ospitano attività a servizio soggette, ad esempio un impianto di produzione calore > 116 kilowatt, oppure se sono inseriti in attività con regole tecniche specifiche.

Tre domande pratiche per capire se stai scivolando verso il trattenimento

Prima ancora di parlare di progetto, ragiona così. La prima domanda è se l’intrattenimento è accessorio (accompagna il servizio) oppure prevalente (è il motivo per cui le persone arrivano e restano).

La seconda è se, per sostenerlo, il locale cambia assetto in modo sistematico: aree esibizioni, pista, gestione code e ingressi, permanenza prolungata e maggiore densità. La terza è se sai governare la capienza reale e i flussi di esodo nello scenario peggiore: è lì che si misura la sicurezza, non nel layout “da foto”.


Decisione rapida 674/2026

Chiediti: l’intrattenimento è accessorio o è la ragione principale per cui il pubblico arriva e resta? Per sostenerlo cambi assetto in modo stabile (pista, area esibizioni, gestione code e ingressi)? Nello scenario peggiore sai governare capienza reale e flussi di esodo senza improvvisare?


Candele nei locali – Prevenzione incendi
Candele nei locali – Prevenzione incendi

Musica dal vivo e karaoke: quando restano “accessori” 

La circolare richiama che il Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 esclude dal proprio campo i pubblici esercizi con musica in assenza di aspetto danzante e di spettacolo, e i pubblici esercizi con karaoke o simili se non installati in sale appositamente allestite e se la capienza non supera 100 persone. In questi casi, e più in generale quando l’intrattenimento è non prevalente, l’attività può restare qualificabile come bar o ristorante.

Se l’intrattenimento diventa prevalente: cambiano le regole del gioco 

Quando lo show assume carattere prevalente o trasforma la funzione del locale, la circolare indica di riesaminare l’inquadramento alla luce degli articoli 68 e 80 del Regio Decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza) e, sul piano antincendio, delle regole tecniche per i locali di pubblico spettacolo: Decreto Ministeriale 19 agosto 1996 oppure Regola Tecnica Verticale V.15 del Codice di prevenzione incendi introdotta dal Decreto Ministeriale 22 novembre 2022 (in vigore dal 1° gennaio 2023). Ai fini del Decreto del Presidente della Repubblica 151 del 2011, si richiama anche l’attività n. 65 per locali di spettacolo e trattenimento con capienza > 100 persone o superficie > 200 metri quadrati.


Sistemi di Evacuazione Fumi e Calore (SENFC) in azione
Sistemi di Evacuazione Fumi e Calore (SENFC) in azione

DVR e antincendio: non sono la stessa cosa  

Il Documento di Valutazione dei Rischi (articoli 17 e 28 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81) tutela i lavoratori. La valutazione del rischio incendio e la gestione della sicurezza antincendio, invece, considerano tutte le persone presenti, inclusi clienti e visitatori. Per questo, quando il locale è aperto al pubblico e raggiunge numeri importanti, serve una gestione dell’emergenza pianificata e addestrata, con attenzione anche alle persone con esigenze speciali: in una venue premium è ciò che distingue “avere la carta” dal saper governare davvero la sala.


Perché il fumo è la prima variabile da governare

Nei locali di intrattenimento il fumo spesso “anticipa” le fiamme: riduce visibilità, orientamento, respirabilità e rende più difficile anche l’intervento dei soccorsi. Per questo, nei concept di fascia alta, progettare solo per “non bruciare” non basta: bisogna progettare anche per non perdere la via di fuga.


Fenomeno del flashover
Fenomeno del flashover

La Scienza dei Materiali: Reazione vs Resistenza al Fuoco

Molti gestori confondono questi due concetti. Chiarire la differenza è essenziale, perché rispondono a domande diverse: quanto un materiale contribuisce alla propagazione e quanto un elemento costruttivo conserva le proprie prestazioni sotto incendio.

A. Reazione al Fuoco (Materiali di Arredo e Rivestimenti)

Riguarda il grado di partecipazione di un materiale al fuoco. In ambito europeo il riferimento è la classificazione EN 13501-1 (Euroclassi), con indicatori aggiuntivi per fumo e gocciolamento. Nei locali aperti al pubblico, le prestazioni richieste devono essere coerenti con l’uso reale e documentate.

  • Tessuti e Tendaggi: Devono essere trattati con sali ignifughi o composti da fibre intrinsecamente non infiammabili (es. Trevira CS).

  • Pavimentazioni: L'uso di moquette o parquet richiede certificazioni specifiche per limitare lo sviluppo di fumi tossici (spesso più letali delle fiamme stesse).

·         Pannelli acustici, controsoffitti e rivestimenti scenografici: Questi elementi sono tra i più insidiosi: stanno in quota, possono creare cavità, e spesso vengono introdotti per ragioni estetiche o acustiche senza una vera “lettura incendio”.

 

B. Resistenza al Fuoco (Strutture REI)

La resistenza al fuoco indica la capacità di un elemento costruttivo di conservare per un tempo determinato:

  • R stabilità (capacità portante)

  • E tenuta (integrità)

  • I isolamento (limitazione trasmissione termica)


Nota Tecnica: In un locale affollato, una porta REI 120 non è un dettaglio “burocratico”. Se prevista dal progetto, contribuisce a mantenere la compartimentazione per il tempo dichiarato, limitando la diffusione di fumo e calore verso le vie di esodo.


Materiali certificati: sicurezza, tessile e sostenibilità

Nei locali contemporanei i tessili non sono solo decorazione: incidono su reazione al fuoco, comfort e qualità dell’aria. Materiali certificati come Trevira CS permettono di conciliare estetica (texture, drappeggio, resa cromatica) e prestazioni misurabili: per la reazione al fuoco il riferimento è la classificazione in Euroclassi secondo EN 13501-1, con attenzione anche al comportamento dei fumi. Sul fronte ambientale, la presenza di documentazione come EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto) e programmi “low-emitting” facilita capitolati evoluti e può contribuire ai requisiti di sostenibilità e indoor air quality utilizzati in sistemi come LEED e BREEAM (che certificano l’edificio).


Fuoco e sicurezza nei bar e ristoranti
Fuoco e sicurezza nei bar e ristoranti

Focus Tecnico: La Protezione Passiva nei Locali Moderni

La protezione passiva è ciò che funziona anche quando il personale è in ritardo, quando l’evento è già iniziato e quando la percezione del rischio è distorta.

Vernici Intumescenti: Fondamentali per proteggere strutture in acciaio o legno a vista. Le vernici intumescenti, sotto l’azione del calore, si gonfiano creando uno strato isolante che protegge l’elemento strutturale. Nei progetti luxury sono spesso decisive perché permettono di tenere a vista materiali e geometrie senza rinunciare alla prestazione definita dal progetto.

Sistemi di Evacuazione Naturale Fumi e Calore (SENFC): In locali come discoteche o grandi ristoranti, il fumo stratifica verso l'alto. Sistemi di evacuazione automatica evitano l'oscuramento delle vie di fuga e riducono la temperatura interna, impedendo il collasso strutturale. Per i sistemi di evacuazione naturale di fumo e calore, un riferimento tecnico è UNI 9494-1 (quando applicabile al contesto progettuale).


Rischio incendio nelle cucine
Rischio incendio nelle cucine

 

Il Rischio nelle Cucine Professionali e aree "Food"

Il cuore pulsante di ogni ristorante è spesso anche il punto più vulnerabile: friggitrici, piani cottura, cappe e condotte lavorano con grassi e aerosol combustibili.

  • Impianti di Spegnimento Locale (ANSUL): Non basta l'estintore manuale. Le cappe e le friggitrici dovrebbero essere protette da sistemi automatici a umido (Wet Chemical) che soffocano l'incendio di grassi senza causare esplosioni di vapore.

·         Manutenzione delle Condotte: L'accumulo di grasso nelle condotte di estrazione agisce come una "miccia" che può trasportare l'incendio dalla cucina al tetto in pochi secondi.

La serie tecnica UNI EN 16282 tratta requisiti per ventilazione e componenti nelle cucine commerciali: è un riferimento utile per dare solidità a questa sezione.


Briefing dipendenti prevenzione incendi
Briefing dipendenti prevenzione incendi

   

Quadro Normativo Essenziale: cosa è cambiato davvero

Tabella di raffronto: vecchio impianto vs nuovo impianto

Tema

Impostazione “tradizionale”

Impostazione attuale

Logica

Adempimento e prescrizioni “a spunta”

Strategia integrata tra progetto e gestione

Riferimento quadro

Norme puntuali e approcci poco flessibili

Codice di Prevenzione Incendi (DM 3/08/2015)

Intrattenimento/spettacolo

Regole tecniche settoriali/prescrittive non integrate in un impianto prestazionale unico

Norme tecniche DM 22/11/2022 (RTV V.15 nel perimetro del Codice, in vigore dal 1/1/2023)

Controlli/manutenzioni

Non sempre omogenei e tracciati

DM 1/09/2021: criteri generali per controllo e manutenzione di impianti/attrezzature/sistemi antincendio

Gestione in esercizio

Procedure spesso informali

DM 2/09/2021: gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed emergenza (GSA)

Progettazione luoghi di lavoro

Requisiti frammentati e applicazioni disomogenee

DM 3/09/2021: criteri generali per luoghi di lavoro e “minicodice” per luoghi di lavoro a basso rischio di incendio

Fumo e calore

Spesso sottovalutati rispetto alla fiamma

Controllo fumo/calore come variabile determinante della strategia di progetto (esodo, visibilità, temperatura), integrata nelle soluzioni progettuali e gestionali

Chiarimenti applicativi (bar e ristorazione)

Inquadramenti spesso letti “per analogia”, con interpretazioni non sempre uniformi tra territori e tra format ibridi (eventi, DJ set, karaoke).

Circolare Dipartimento Vigili del Fuoco prot. n. 0000674 del 15/01/2026: indirizzi applicativi per distinguere bar/ristorazione da locali di intrattenimento e pubblico spettacolo; richiamo a D.P.R. 151/2011, articoli 68 e 80 TULPS, D.M. 19/08/1996 e RTV V.15 (D.M. 22/11/2022).

 

Estintori – guida pratica per un locale premium

Gli estintori sono spesso presenti “per obbligo”, ma nei locali di fascia alta devono essere gestiti come parte dell’esperienza di sicurezza, non come un oggetto da nascondere. La prima regola è la visibilità controllata: gli estintori devono essere immediatamente individuabili e raggiungibili, senza essere schermati da arredi, quinte sceniche, cordoni o elementi decorativi. La seconda regola è la coerenza con i rischi reali del locale: aree bar, sala, depositi, locali tecnici e soprattutto cucina richiedono una disposizione ragionata, perché il punto critico non è “avere un estintore”, ma averlo dove serve nel momento in cui serve. La terza regola, spesso trascurata, riguarda l’efficienza nel tempo: sorveglianza, controllo periodico, revisione programmata e collaudo devono essere pianificati e tracciati secondo criteri riconosciuti, in linea con il quadro del “decreto controlli” (Decreto 1° settembre 2021) e con le indicazioni tecniche della UNI 9994-1:2024, che definisce le attività di manutenzione degli estintori per garantirne l’efficienza operativa.

In pratica, un locale premium dovrebbe adottare una routine semplice ma rigorosa: verifica giornaliera “a vista” dell’accessibilità (nessun ostacolo, cartellonistica leggibile), controllo periodico con registrazione, e una regola interna che obblighi a rivalutare la posizione degli estintori ogni volta che cambia layout, scenografia o flusso di pubblico. Questo piccolo dettaglio organizzativo riduce drasticamente il rischio che l’estintore “ci sia” ma, nel momento decisivo, risulti inutilizzabile.


Checklist uscite di emergenza
Checklist uscite di emergenza

 

Checklist Sicurezza antincendio locali di intrattenimento: 10 punti per l’audit antincendio nel tuo locale

  1. Materiali a vista (controsoffitti, pannelli acustici, rivestimenti, imbottiti) con prestazioni documentate e coerenti con l’uso reale.

  2. Vie di esodo libere e leggibili anche in condizioni degradate (fumo, luci basse, affollamento).

  3. Compartimentazione coerente con la strategia del progetto; chiusure e passaggi impiantistici non trasformati in “punti deboli”.

  4. Gestione delle cavità: controsoffitti e cavedi controllabili, senza propagazioni favorite da continuità non governate.

  5. Controllo fumo/calore coerente con la strategia dell’attività (evacuazione, stratificazione, visibilità).

  6. In cucina: pulizia e manutenzione di cappe e condotte pianificate e tracciate; rischio grassi trattato come rischio primario.

  7. Presidi e sistemi efficienti: controlli e manutenzioni secondo criteri definiti (DM 1/09/2021).

  8. Gestione in esercizio ed emergenza formalizzata (DM 2/09/2021): ruoli, procedure, prove, addestramento.  Se il locale è aperto al pubblico e può superare 50 persone presenti contemporaneamente, verifica che piano di emergenza, procedure e prove siano coerenti con l’affollamento reale e con i layout variabili delle serate evento.

  9. Ogni modifica di design attiva una micro-verifica: materiali introdotti, impatto su esodo e fumo, aggiornamento procedure.

  10. Registro controlli/manutenzioni aggiornato e disponibile: “carta” e “realtà” devono coincidere.


 

Nei locali premium la sicurezza antincendio è continuità di business e tutela reputazionale. Il costo reale non è “mettere un impianto” o scegliere un materiale certificato: è scoprire, dopo un evento o durante un controllo, che le scelte estetiche hanno creato vulnerabilità. Un locale di fascia alta lo dimostra qui: prestazioni documentate, posa corretta, controllo del fumo governato, manutenzioni tracciate, e gestione in esercizio che resta efficace anche quando cambiano allestimenti e layout.

FAQ Incendi Locali
FAQ Incendi Locali

 

FAQ

Musica dal vivo o karaoke: quando resto “bar/ristorante” e quando rischio di essere considerato pubblico spettacolo?

La circolare del Dipartimento dei Vigili del Fuoco prot. n. 0000674 del 15 gennaio 2026 richiama che, in assenza dell’aspetto danzante e di spettacolo, l’uso di strumenti musicali nei pubblici esercizi non sposta automaticamente l’attività nel pubblico spettacolo. Per il karaoke e apparecchi simili, la regola pratica è che non ci sia una sala appositamente allestita per le esibizioni e che la capienza della sala non superi 100 persone. In generale, se l’intrattenimento resta accessorio alla somministrazione e non cambia in modo strutturale assetti, impianti, layout e gestione dell’affollamento, l’attività resta qualificabile come bar o ristorante; se diventa prevalente o trasforma la funzione del locale, occorre riesaminare l’inquadramento complessivo.


Devo predisporre il piano di emergenza anche se ho pochi dipendenti?

Sì, può essere necessario. Il Decreto del Ministro dell’interno 2 settembre 2021 richiede il piano di emergenza non solo nei luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori, ma anche nei luoghi di lavoro aperti al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente, indipendentemente dal numero dei dipendenti, e nelle attività soggette al Decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151. Questo perché, per l’emergenza antincendio, il riferimento sono gli “occupanti”, cioè tutte le persone presenti, inclusi clienti e visitatori.


Qual è la differenza tra materiali ignifughi e materiali resistenti al fuoco?

I materiali ignifughi (reazione al fuoco) contrastano l'innesco e la propagazione delle fiamme sulla superficie. La resistenza al fuoco si riferisce invece alla capacità portante e di compartimentazione di una struttura architettonica (REI).


Cosa si intende per "carico di incendio specifico"?

È la quantità di calore che si sprigionerebbe dalla combustione di tutti i materiali presenti nel locale, rapportata alla superficie. Ridurre il carico di incendio (es. scegliendo arredi certificati) può declassare il livello di rischio del locale, riducendo i costi assicurativi e di sorveglianza.


Posso usare il legno a vista in un locale di pubblico spettacolo?

Sì, ma deve essere trattato con vernici intumescenti certificate o avere una sezione tale da garantire la resistenza R richiesta dal progetto antincendio, considerando la velocità di carbonizzazione del legno.


Ogni quanto vanno aggiornati i controlli e il registro controlli/manutenzioni?

La frequenza dipende dai presidi presenti e dalle istruzioni del fabbricante/manutentore, ma deve essere pianificata e tracciata. In pratica: controlli interni regolari (anche prima di eventi), manutenzioni programmate e verifiche periodiche secondo criteri definiti. Dopo modifiche di design, allestimenti o impianti, aggiorna subito registro e procedure: “carta” e configurazione reale devono coincidere.


Per maggiori informazioni sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: https://www.edafos.it/blog/

 

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