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BORGO VAL DI TARO: PARADISO DEL TREKKING


Borgo Val di Taro, in provincia di Parma, è una località circondata da montagne di media altezza, luogo ideale per chi ama immergersi nella natura.

Ci sono ben 150 km di sentieri CAI, tutti segnati e manutenuti dalla sezione CAI Altavaltaro che svolge un lavoro encomiabile. L’App “Bosco Sicuro Valtaro riporta tutta la rete sentieristica, e il sito del CAI Parma offre tutte le informazioni a riguardo.

Presso il locale ufficio turistico sono reperibili le cartine cartacee per tutti i tipi di percorsi. Per gli amanti del trekking e dell’hiking c’è davvero l’imbarazzo della scelta, sia per distanze sia per dislivelli e per ambienti naturali.


I sentieri di Borgo Val di Taro





Dall’abitato di Borgo Val di Taro - proprio dal centro del paese - partono sentieri in ogni direzione.

Da Borgo Val di Taro parte la Via dei Remi inaugurata nel maggio 2022. Una grande opportunità poiché si può arrivare in treno alla stazione di Borgo Val di Taro, arrivare al mare a piedi e ritornare in treno. La via percorre da Borgo Val di Taro a Sestri Levante, passando per Albareto e il Passo della Cappelletta, le tracce che anticamente venivano percorse per trasportare dai boschi dell’Alta Val Taro il legname di faggio destinato ai cantieri navali liguri per costruire le navi, in particolare i remi. Viene descritta anche una variante che dalla Val di Vara si dirige a Levanto lungo il sentiero delle Cinque Terre.

Borgo Val di Taro, spesso chiamato Borgotaro, è attraversata dalla Via degli Abati, un percorso che parte da Pavia e raggiunge Pontremoli, la cosiddetta Francigena di montagna. Lungo 190 Km, con un dislivello complessivo di 6.000 metri, si snoda per sentieri, mulattiere, attraversando valli e crinali (www.viadegliabati.com).



Oltre questi due importanti cammini, entrambi oggetto di guide specifiche a cura di Andrea Greci, vi è poi una rete sentieristica che dal centro paese può arrivare sino alla vetta del Monte Molinatico - la montagna di Borgotaro - patria indiscussa del fungo porcino IGP, dove nei week-end 17-18 settembre e 24-25 settembre 2023, si può assistere alla storica fiera del fungo porcino di Borgotaro Igp, rinomato in tutto il mondo.


Attraverso il sentiero 833 si attraversano diversi tipi di boschi dal castagno al faggio, tutti interessati dalla crescita del fungo. Il Monte Molinatico (1550 metri) segna il confine con la Toscana e il sentiero di crinale n.00, e permette di camminare sullo spartiacque, con splendidi panorami.

Chi non vuole arrivare fino alla vetta può percorrere sentieri a mezza costa, ma sempre nell’areale del Fungo.Oppure recarsi in macchina sino allo chalet del Monte Molinatico e, da qui, intraprendere brevi percorsi ad anello nella faggeta ove nascono i pregiatissimi porcini, toccando un laghetto (lago Martino dove i più fortunati potranno osservare i tritoni alpini).

Da Borgotaro, sempre a piedi, si può arrivare poi alle Marmitte dei Giganti (fenomeno erosivo dell’acqua che crea delle vere e proprie pentole fluviali), oppure visitare antichi borghi, come Caffaraccia e San Pietro.

Spostandoci di qualche Km in macchina, dalla frazione di Ostia Parmense o Belforte, si raggiungono le splendide Cascate del Cogena, torrente incontaminato della Val Taro.

Gli interessati alla storia potranno percorrere i cosiddetti sentieri Partigiani. Ad esempio, da Ostia Parmense a Belforte e da Belforte a San Bernardo. Il Borgo di Belforte conserva i resti di un antico castello ed è posto in una posizione panoramica che abbraccia tutta la Valtaro. Inoltre, nel borgo di Belforte ha sede il laboratorio del liutaio maestro Giorgio Giliotti che utilizza la tecnica dei liutai del 1700 Stradivari e Guarnieri.



Cicloturismo

Borgotaro è anche la patria del cicloturismo poiché vi sono strade poco trafficate e passi ove mettere a prova le proprie gambe. Per i più piccoli e per chi vuol fare una semplice passeggiata, vi è la bellissima pista ciclopedonale Borgotaro – Ostia Parmense. Si tratta di un percorso asfaltato che segue in parte il fiume Taro, completamente avulsa da strade: un leggero saliscendi che per 10 km s’inoltra nel bosco e a bordo fiume e che permette eventualmente anche il ritorno in treno.

Per chi vuole, invece, raggiungere i passi appenninici, si può scalare il Passo del Bratello, Passo Santa Donna, Passo Colla. Per i più allenati, Passo del Bocco e Passo Cisa, oltre al passo Cento Croci.

Sempre in bicicletta si può raggiungere il vicino centro di Compiano (circa 15 Km senza dislivello) ove è visitabile l’imponente maniero.

A circa 30 Km troviamo il Castello di Bardi abitato dal fantasma Moroello.

Le strade del Valtaro si prestano anche a essere percorse in moto, offrendo paesaggi indimenticabili.

Per maggiori info: www.sostalborgo.it


Flora e fauna in Val di Taro

Nella Val di Taro vi è una grande varietà botanica e faunistica. Sono state censite oltre 700 specie di flora comprendenti specie rare come la Myricaria germanica, l'Himantoglossum adriaticum e la Tipha di Laxmann. Gli appassionati di vegetazione particolare potranno fare lunghe camminate su massicci ofiolitici (Groppo di Gorro e Groppo di Belforte), siti protetti che costituiscono un vero e proprio mare di magma solidificato.A pochi Km da Borgotaro si trova la Riserva Naturale dei Ghirardi, Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi (www.oasighirardi.org).


La Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF dei Ghirardi occupa seicento ettari nell'Alta Valtaro, sull'Appennino Parmense. Un ambiente di bassa montagna, con mosaico di cerrete, castagneti, prati, pascoli, calanchi, pareti rocciose e torrenti, che favorisce una elevatissima biodiversità. Ospita habitat rarissimi, paesaggi incantevoli che mutano continuamente col passare delle stagioni. Nel parco l'avifauna è la classe di vertebrati più conosciuta: sono state segnalate ben 221 delle 472 specie note in Italia. La valle del Taro é un'importante via di transito tra la Pianura Padana e il Tirreno per numerosi migratori, che trovano le condizioni ambientali favorevoli alla sosta. Lungo il corso principale del fiume nidificano alcune delle specie piùcaratteristiche del parco: sterna comune, fraticello, corriere piccolo e occhione, i cui nidi possono a volte sono distrutti da piene improvvise del fiume. Lungo il greto sono facilmente rilevabili altre specie come la ballerina bianca, culbianco, gabbiano reale e airone cenerino. Tra le ripide scarpate, le rive e nelle pareti all'interno delle cave scavano i loro nidi a galleria sia specie coloniali come topino e gruccione (insettivori che migrano in Africa durante l'inverno) sia il territoriale martin pescatore. Dove le acque scorrono lente o sono stagnanti, nei canali e in alcune ex cave, gli uccelli acquatici nidificanti più caratteristici sono la gallinella d'acqua, germano reale, usignolo di fiume, pendolino e i rari tarabusino e marzaiola. Durante le migrazioni e in inverno troviamo anche numerose specie di anatre sia di superficie, come l’alzavola e il mestolone, sia tuffatrici come il moriglione. Di rilevante interesse anche alcune specie molto caratteristiche come la starna, pernice rossa, calandrella, allodola. Nelle zone cespugliose della riserva si possono udire i canti e i versi di piccoli passeriformi come la sterpazzola e la sterpazzolina, il canapino, l’usignolo e lo scricciolo. In quelle boscose troviamo il rigogolo, l'uccello nidificante più comune, e rapaci quali lo sparviero e il lodolaio, l’allocco e il gufo comune. Nelle zone coltivate, oltre a specie comuni come la passera d'Italia, passera mattugia, cutrettola, saltimpalo e strillozzo, è presente, anche se è raro avvistarla, l'averla capirossa. Numerose le specie di mammiferi: oltre a quelli facilmente osservabili come lepre e riccio, e predatori molto elusivi come volpe, tasso, puzzola e faina, sono presenti due specie di particolare interesse per i loro adattamenti alla vita acquatica: il toporagno d'acqua e l’arvicola d'acqua.

Tra gli anfibi abbondano rane verdi, rospo comune e smeraldino, raganella, tritone crestato e punteggiato. Tra i rettili, lungo la fascia fluviale, è segnalata la testuggine palustre, ma più comune è senz'altro la biscia o natrice dal collare, che spesso si lascia scorgere mentre nuota alla ricerca di prede.

Interessante è anche la fauna ittica: tra le specie più tipiche, alcuni ciprinidi (cavedano, lasca, barbo) e, nel tratto piùa monte, è possibile trovare la trota fario, tipica di acque limpide, fredde e molto ossigenate.


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