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Come Affrontare (e Sopravvivere a) un Incendio da Batterie al Litio

  • 27 minuti fa
  • Tempo di lettura: 7 min

Dallo smartphone sul comodino all'auto elettrica nel garage sotterraneo: perché i vecchi estintori non bastano più per gli incendi delle batterie al litio e quali sono le regole vitali per mettersi in salvo quando la tecnologia prende fuoco

 

Incendi di batterie al litio
Smartphone in ricarica

 

Gli incendi che coinvolgono le batterie agli ioni di litio hanno meritato la creazione di una classificazione internazionale a sé stante: la neonata Classe L, introdotta ufficialmente dalla norma ISO 3941:2026. Abbiamo compreso che questi accumulatori, ormai diventati il cuore invisibile e insostituibile della transizione energetica, non bruciano come i materiali tradizionali quali il legno o la carta, ma scatenano reazioni chimiche interne rapidissime, intense e del tutto imprevedibili. Oggi, però, alla luce della loro diffusione capillare, dobbiamo fare un passo ulteriore ed entrare nel merito tecnico e pratico dello spegnimento e della gestione dell'emergenza. L'interrogativo a cui dobbiamo rispondere è tanto semplice quanto vitale: come ci si difende concretamente quando lo smartphone, l'e-bike parcheggiata in corridoio o l'auto elettrica in garage prendono improvvisamente fuoco?


Incendi di batterie al litio
Energia pulita con batterie al litio

 

L'illusione dello spegnimento batterie al litio e il limite degli estintori tradizionali

L'errore più comune e pericoloso che si può commettere è pensare di poter domare una batteria al litio in fiamme con gli stessi identici strumenti usati per gli incendi tradizionali. Di fronte a un principio di incendio che appare di natura elettrica, l'istinto umano ci porta immediatamente a cercare un classico estintore a polvere ABC o un presidio ad anidride carbonica (CO₂). Purtroppo, nell'ambito della Classe L, la polvere e la CO₂ si rivelano molto spesso soluzioni del tutto incomplete e inefficaci per risolvere la radice del problema. Il motivo è legato alla fisica dell'evento: questi agenti estinguenti tradizionali possono abbattere in modo discreto o buono la fiamma visibile, ma presentano una capacità di raffreddamento estremamente limitata.

 

Con le potenti batterie al litio, infatti, abbattere temporaneamente la fiamma esterna non significa affatto aver risolto l'emergenza. All'interno delle singole celle è in corso un fenomeno distruttivo inarrestabile chiamato "instabilità termica" (o thermal runaway), che continua a generare temperature altissime e a produrre gas. Se non si riesce a togliere rapidamente energia all'evento, raffreddando in profondità il pacco batteria, il fuoco continuerà ad alimentarsi autonomamente dall'interno. Proprio per questo motivo tecnico, le soluzioni antincendio più efficaci e moderne studiate per questo rischio puntano in modo deciso su approcci a base acquosa o su agenti bagnanti e incapsulanti speciali, progettati espressamente per penetrare nei materiali, aderire e abbattere drasticamente le temperature roventi.

Incendi di batterie al litio
Ricarica veicoli elettrici

 

Smartphone e powerbank: attenzione ai falsi miti online e ai danni collaterali

Partiamo dagli oggetti più piccoli che teniamo costantemente in mano, in tasca o sulle nostre scrivanie durante tutta la giornata: smartphone, tablet, laptop aziendali e powerbank. Quando uno di questi dispositivi di uso comune va in cortocircuito o si surriscalda, la tentazione è quella di affidarsi a soluzioni improvvisate o pubblicizzate ingannevolmente. Navigando in rete, ad esempio, si trovano fin troppo facilmente in vendita piccole bombolette spray o sedicenti mini-estintori presentati al pubblico come rimedi miracolosi e definitivi per le batterie al litio. In realtà, come avvertono gli esperti, questi piccoli dispositivi commerciali non possono in alcun modo sostituire i veri presidi omologati richiesti a norma di legge e offrono un pericolosissimo falso senso di sicurezza; possono, al limite, intervenire su un piccolissimo dispositivo individuale solo se colto nei primissimi istanti dell'evento.

 

Dall'altro lato, chi pensa di risolvere la situazione svuotando in salotto, in camera da letto o in un ufficio un grande estintore a polvere tradizionale, deve fare i conti con i gravi danni collaterali.

La polvere ABC, infatti, è un materiale finissimo, altamente volatile e dotato di una forte acidità: il suo utilizzo al chiuso distruggerebbe irrimediabilmente e in pochi secondi tutti i delicati componenti elettronici, i computer, i macchinari e gli arredi sani presenti nell'intera stanza, causando un danno economico enorme e pesanti costi di bonifica, spesso di gran lunga superiori a quelli causati dal piccolo incendio originario.

Incendi di batterie al litio
E-bike in ricarica

Monopattini ed e-bike: l'inferno esplosivo nel corridoio di casa

Il livello di allerta e di rischio si alza vertiginosamente quando prendiamo in esame i veicoli della mobilità dolce, come i monopattini elettrici e le e-bike, le cui batterie immagazzinano quantità di energia immensamente superiori rispetto a un cellulare. Moltissimi cittadini, non disponendo di spazi esterni sicuri, ricaricano quotidianamente questi mezzi all'interno delle proprie abitazioni, spesso posizionandoli nei corridoi, negli ingressi o nei vani scala condominiali. Se il pacco batteria di una bicicletta elettrica si incendia durante la ricarica notturna, la reazione chimica è eccezionalmente violenta e l'area circostante si satura in pochissimo tempo di fumi e prodotti di decomposizione altamente tossici, irritanti e corrosivi.

In simili drammatici frangenti, perfino la precisa posizione in cui si tiene l'estintore diventa una questione vitale: l'errore logistico più classico e fatale è posizionare il presidio antincendio esattamente attaccato alla presa di ricarica. Questo posizionamento errato costringe infatti la persona che deve intervenire ad avvicinarsi proprio al centro esatto del pericolo, esponendosi direttamente al calore estremo, alle fiammate improvvise e ai fumi velenosi.

La logica operativa impone invece, categoricamente, di tenere l'estintore a una distanza di manovra sicura e ragionevole, in un punto che risulti facilmente raggiungibile senza mai dover attraversare la zona colpita dal rischio e senza che i veicoli in ricarica blocchino le indispensabili vie di fuga e di esodo.


Incendi di batterie al litio
City car batterie al litio

 

Veicoli elettrici e autorimesse sotterranee: quando il singolo cittadino è impotente

L'ultimo e indiscutibilmente più complesso scenario da gestire riguarda le grandi auto elettriche parcheggiate in sosta o in ricarica all'interno delle autorimesse. In questo caso non parliamo più di spegnere un singolo elettrodomestico, ma di dover affrontare pacchi batteria dotati di capacità energetiche mastodontiche, per giunta situati all'interno di spazi chiusi, spesso confinati, interrati e dotati di una ventilazione naturale molto limitata.

Il calore sprigionato da un autoveicolo elettrico in fiamme è di un'intensità tale da innescare rapidissimamente un effetto domino devastante, che propaga l'incendio in modo inarrestabile a tutte le automobili posteggiate nelle immediate vicinanze, coinvolgendo l'intera struttura.

In un simile e critico contesto, bisogna essere realisti: non esiste in commercio alcun "estintore per auto elettrica" miracoloso o universale che un singolo cittadino, passante o condomino possa impugnare sperando di risolvere la situazione da solo. In ambienti complessi come le autorimesse, la vera salvezza dipende dall'intera e accurata progettazione antincendio dell'edificio, dalla corretta compartimentazione degli spazi, dai sistemi automatici di rilevazione precoce dei fumi e dalla gestione strutturale della ventilazione. Di fronte a una vettura elettrica avvolta dalle fiamme in un garage, l'unica azione sensata e vitale è procedere con l'evacuazione immediata dell'area e richiedere l'intervento specializzato, in forze e tempestivo dei Vigili del Fuoco.


Incendi di batterie al litio
Scrivania con dispositivi in ricarica

 La regola dei 60 secondi: il protocollo salvavita da memorizzare

Cosa bisogna fare se ci si trova di fronte a una batteria al litio che inizia inaspettatamente a fumare, a emettere sibili inquietanti o a sprigionare forti odori anomali?

Durante un'emergenza improvvisa, lo stress è altissimo e non c'è assolutamente il tempo materiale per cercare e leggere i manuali di istruzioni; per questo motivo è fondamentale memorizzare una micro-procedura rapida, semplice e ripetibile, la cosiddetta "regola dei primi 60 secondi".

Se il dispositivo minaccioso è collegato in carica, la primissima azione da compiere è interrompere immediatamente l'alimentazione elettrica staccando la corrente, ma questo va fatto solo ed esclusivamente se risulta sicuro farlo senza doversi avvicinare alla fonte del calore. Subito dopo, bisogna attivare i sistemi di allarme, chiamare tempestivamente i soccorsi professionali ed evacuare l'ambiente.

È un imperativo assoluto non rimanere mai a distanza ravvicinata per "controllare" ingenuamente l'evoluzione delle fiamme: l'evento, infatti, può degenerare rovinosamente in frazioni di secondo e i fumi tossici generati dalla violenta decomposizione del litio rappresentano un problema estremamente serio per l'apparato respiratorio. L'obiettivo primario di chi si trova sfortunatamente sul posto è allontanarsi velocemente, avendo sempre cura di assicurarsi che la via di fuga sia completamente libera e garantita, e isolare il più possibile l'area interessata chiudendo le porte. Intervenire con un estintore ha un senso logico soltanto se si è stati preventivamente e adeguatamente addestrati, se si ha a disposizione lo strumento corretto e specifico (come quelli a base acquosa progettati per togliere energia raffreddando) e, soprattutto, se si agisce quando le fiamme sono ancora nella primissima fase iniziale.

Incendi di batterie al litio
Batteria industriale con display

 

Il "Giorno Dopo" l'incendio di batterie al litio: l'insidioso incubo della riaccensione spontanea

L'aspetto forse più insidioso, subdolo e sconosciuto degli incendi classificati come Classe L è che il pericoloso evento non si chiude affatto in via definitiva nel preciso momento in cui la fiamma smette di essere visibile. A causa dell'immenso calore residuo che rimane letteralmente intrappolato in profondità all'interno delle celle della batteria, il dispositivo può facilmente tornare instabile e andare incontro a una violenta riaccensione spontanea perfino a distanza di molte ore dal momento dello spegnimento apparente. Questo preoccupante fenomeno significa che il semplice abbattimento della fiamma superficiale può donare un falso e letale senso di sicurezza a chi è intervenuto.

 

La vera e reale messa in sicurezza dello scenario si ottiene unicamente attraverso una rigorosa gestione del cosiddetto post-evento. Un dispositivo che ha preso fuoco, o che ha subito un forte shock termico, deve essere necessariamente inserito e isolato all'interno di una zona di quarantena sicura e appositamente delimitata, imponendo un divieto assoluto di riavvicinamento per tutte le persone non direttamente autorizzate ai lavori. È altresì indispensabile mantenere in atto un monitoraggio termico costante e attento del pacco batteria danneggiato, oltre a gestire correttamente l'aerazione degli spazi per disperdere in sicurezza i gas nocivi residui. La completa e definitiva stabilizzazione termica del litio è, a tutti gli effetti, l'unico vero traguardo che permette di decretare la fine ufficiale dello stato di emergenza.

 

Per maggiori approfondimenti sull'argomento, per le aziende e i datori di lavoro, vi invitiamo a leggere il seguente articolo:

 

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