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I NAVIGATOR IN CAMPANIA TRA INCERTEZZA E RICHIESTE AL GOVERNO: “ABBIAMO BISOGNO DI RISPOSTE”


Quella dei navigator, almeno in Campania, non è mai stata una navigazione tranquilla, fin dagli esordi e dai primi bracci di ferro con la Regione Campania. Si perdoni il gioco di parole ma non c’è immagine più efficace per descrivere l’Odissea infinita di queste nuove figure professionali, alle prese prima con il gran rifiuto del Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a riconoscerli, poi con tutte le difficoltà legate alle somministrazioni di lavoro per i percettori del reddito di cittadinanza, nonché ai contatti con le aziende locali. Il tutto dominato da un’incertezza assoluta sul loro contratto che il 30 aprile è destinato anche a scadere, tra le altre cose.


Ecco perché in tutta Italia sono sorte manifestazioni e sit-in, compreso quello di Napoli a Piazza Plebiscito nella mattinata del 9 febbraio, sotto il palazzo della Prefettura, per inoltrare le istanze di protesta al Governo, sia a quello in carica per gli affari correnti, sia a quello che verrà o che si sta formando in queste ore, se non nei prossimi giorni.


C’è chi aveva riposto in questo lavoro speranze di professionalizzazione come Giuseppe, fresco di master in risorse umane, oppure Claudia, assunta dopo lo scorrimento della graduatoria a seguito di rinunce di molti colleghi, attratti da posizioni e contratti di lavoro migliori, più stabili e soprattutto a tempo indeterminato.


“Rivendichiamo la continuità occupazionale e chiediamo il rinnovo del contratto per questi lavoratori, professionalità importanti e patrimonio di formazione non indifferente, risorse rivelatesi preziose soprattutto in questo anno di pandemia”: Giusy Petitti, rappresentante sindacale della CISL per i navigator non esita a riconoscere il valore di questi lavoratori in bilico, senza certezze, senza futuro. E aggiunge: “Seppur adoperati in smart working, a causa delle restrizioni dovute all’emergenza covid-19, i navigator hanno portato avanti un lavoro che ha prodotto risultati già importanti, che andrebbero incardinati in un discorso di politiche attive del lavoro più complesso, in particolare sul fronte del matching tra domanda e offerta”.


La Petitti, salita in Prefettura per un incontro in cui è stato assicurato sia a lei che alle altre due colleghe - rappresentanti di altre due sigle sindacali -, l’invio a Roma delle istanze espresse e condivise, snocciola poi i dati nazionali e campani dei navigator: “In tutta Italia ci sono stati ben 775mila beneficiari di queste politiche, di cui 55mila solo in Campania, inoltre sono state contattate circa 41mila aziende a livello nazionale, e di queste ben 4005 sono campane. Tutto questo dimostra che ci sono vacancy, posizioni disponibili. Poco più di 400 percettori del reddito di cittadinanza sono stati contrattualizzati a fine 2019 in Campania, prima della crisi sanitaria che ci ha travolto nel 2020”.


“Ma il dato allarmante qui in Campania – ricorda la Petitti – è che i navigator non sono stati inseriti nei centri per l’impiego, a differenza di quanto operato in altre regioni italiane, e questo perché non c’è stata a suo tempo la firma della Regione Campania della convenzione con i CPI: un elemento che andrebbe assolutamente recuperato, così come sarebbe auspicabile giungere a una decisione centralizzata dalla Capitale”.


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