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"PUNTO A CAPO" IL NUOVO ALBUM DI MILENA MELCHIORRE

  • 4 minuti fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Succede che a volte nella vita di ogni artista  il silenzio smette di essere un rifugio e diventa una soglia. Per Milena Melchiorre quella soglia ha un nome preciso: "Punto a Capo". E' il titolo del suo primo album, ma anche un gesto simbolico, quasi filosofico, che invita a interrompere il flusso automatico dei giorni per riscrivere la propria traiettoria interiore.

Il disco, pubblicato dall’etichetta Cinemusica Nova con il contributo di Nuovo IMAIE, è disponibile in digitale su tutti i principali store, mentre il CD può essere richiesto attraverso il sito ufficiale www.ideasuoni.com. Ma ridurre questo lavoro a una semplice uscita discografica sarebbe limitante, "Punto a Capo" è piuttosto un laboratorio emotivo in sei movimenti, un percorso che intreccia musica e pensiero.

Nata nel 2004 a Giulianova, sulla costa abruzzese, e oggi studentessa di Filosofia presso l’Università “La Sapienza” di Roma, Milena Melchiorre porta nelle sue canzoni la disciplina dell’analisi e l’urgenza della confessione. Scrive da quando era bambina, utilizzando la parola come bussola per orientarsi nel caos dei sentimenti. Con il tempo, la chitarra è diventata complice di questo bisogno espressivo, trasformando i pensieri in materia sonora.

L’album si apre con "Guance", un brano che sussurra. È un ingresso quasi sospeso, dove una carezza cercata come salvezza rivela invece la fragilità di chi la riceve. Il suono è delicato, ma non fragile, sotto la superficie si avverte una tensione che racconta la paura di affidarsi davvero. È un brano che parla di contatto e soprattutto di ciò che resta quando il contatto finisce.

In "Mare" l’orizzonte si allarga. L’acqua diventa metafora dell’ignoto, di quell’infinito che attrae e spaventa insieme. Qui la voce di Milena si confronta con l’idea dell’abbandono come scelta consapevole di togliere la maschera. Il mare non giudica, accoglie. E nell’accoglienza si compie un atto di verità.

La dimensione generazionale emerge con "Istanti", forse il brano più vicino alla sua età anagrafica. Due giovani si cercano tra playlist notturne e messaggi mai inviati, in un mondo che corre più veloce delle emozioni. È il ritratto di un amore trattenuto, sospeso tra il timore di sbagliare e la sensazione persistente di non essere abbastanza. Qui la scrittura si fa quasi diaristica, ma senza indulgere nell’autocommiserazione.

Con "Dentro un lunedì" la scena si restringe alla quotidianità. Una bambina cresciuta troppo in fretta attraversa una giornata qualsiasi sentendosi fuori sincronia con ciò che la circonda. Il lunedì diventa simbolo di una routine che soffoca, ma anche spazio di consapevolezza: rallentare è un atto rivoluzionario. Fermarsi non è una resa, è il tentativo di ritrovare il proprio ritmo interiore.

Il battito accelera in "Mondo defibrillatore", dove la vita appare come una corsa continua, quasi un elettroshock collettivo. Le domande su giusto e sbagliato si intrecciano a un senso di precarietà diffusa. La musica qui si fa più incalzante, sostenuta da arrangiamenti che amplificano la tensione emotiva.

A chiudere il cerchio è "Mi sono permessa…", brano che suona come una dichiarazione di autonomia. L’ansia sociale cede il passo a un’affermazione semplice ma potente, il tempo non si combatte, si attraversa. È una resa che coincide con una conquista, un’autorizzazione a sentire senza chiedere scusa.

Dal punto di vista sonoro, "Punto a Capo" deve molto alla sensibilità del chitarrista romano Stefano Zaccagnini, che firma gli arrangiamenti definendo un’identità musicale coerente e raffinata. Accanto a lui, un ensemble di grande esperienza: Alessandro Sanna al basso, Gianni Aquilino al pianoforte e alle tastiere, Pino Vecchioni alla batteria e Giovanna Famulari al violoncello. La loro presenza è dialogo costante con la voce dell’autrice, che resta sempre al centro senza mai isolarsi.

Negli ultimi anni Milena Melchiorre ha calcato palchi locali e partecipato al Festival Mogol Battisti, presentando un brano inedito. A partire da gennaio 2026 sarà protagonista di una serie di concerti nelle principali città del centro Italia, occasione preziosa per ascoltare dal vivo un repertorio che chiede attenzione e silenzio.

"Punto a Capo" è  un lavoro che si offre lentamente, come una conversazione notturna. In un’epoca che premia la velocità, Milena Melchiorre sceglie la profondità. E ricorda, con rara lucidità, che la fragilità raccontata senza filtri può diventare la forma più limpida di coraggio.

L'album è prodotto dall’etichetta Cinemusicanova, con il contributo di Nuovo IMAIE.


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