THE ITALIAN SOCIETY FEAT. VERONICA SWIFT “NEW YORK, NEW YORK”
Il nuovo singolo dal 17 ottobre in radio e su tutte le piattaforme digitali

Dopo Ray Gelato, Saturnino e Rita Pavone, la grande orchestra swing italiana incontra la straordinaria interprete e star americana Veronica Swift per una rilettura contemporanea e intensa dell'inno della Grande Mela.
Il brano anticipa l’album prodotto da Diego Buongiorno.
Il 17 ottobre 2026 esce “New York, New York”, il terzo estratto dal prossimo progetto discografico di The Italian Society.
Dopo aver collaborato con artisti del calibro di Ray Gelato e Saturnino (in "We Are Italians") e Rita Pavone (in "La notte è piccola"), l'ensemble swing accoglie una delle voci più folgoranti e versatili del jazz d’oltreoceano.
Scritta da John Kander e Fred Ebb per l'omonimo film di Martin Scorsese del 1977 e resa immortale da Liza Minnelli e Frank Sinatra, “New York, New York” supera i confini del classico grazie a questo nuovo arrangiamento. Affidare il brano a Veronica Swift - interprete dalle mille voci cresciuta tra il bebop del padre pianista Hod O’Brien e il jazz della madre cantante Stephanie Nakasian - significa abbattere ogni barriera stilistica.
Il brano è stato registrato tra Roma e Los Angeles, creando un ponte culturale sospeso tra la grande tradizione swing italiana e la spinta cosmopolita americana.

The Italian Society
L'identità di The Italian Society ha una personalità precisa: un collettivo stabile di 25 musicisti, affiancato in prima linea dal trio vocale composto da Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio Gentilini, a cui si aggiungono di volta in volta ospiti d’eccezione.
È proprio questo incontro tra radici italiane e apertura internazionale a definire la direzione del progetto.
Con “New York New York”, THE ITALIAN SOCIETY prosegue il proprio viaggio musicale attraverso generi e culture differenti, portando la sensibilità musicale italiana nel mondo, senza rinunciare alla sperimentazione e alla libertà creativa. Un percorso che trova nel confronto con artisti come Veronica Swift una delle sue espressioni più interessanti e sfrenatamente gioiose.

Il direttore artistico e produttore Diego Buongiorno racconta così la collaborazione:
“Mi affascina la libertà con cui Veronica attraversa i mondi del rock e del jazz, facendoli dialogare in un modo folle e sublime. La sua tecnica mi ha sempre impressionato, ma è anche la sua forte personalità a rendere ogni interpretazione così riconoscibile. Considero The Italian Society un progetto discografico raro e orgogliosamente controcorrente: non perché prima non siano esistite grandi orchestre italiane, ma per il fatto che raramente un’orchestra, una produzione, degli arrangiamenti e un cast di questa natura, sono stati riuniti contemporaneamente all’interno dello stesso album”.
Con questa nuova pubblicazione, il repertorio di The Italian Society tocca per la prima volta un pilastro della canzone americana, dimostrando come la tradizione non sia un ricordo nostalgico, ma emozione viva da far viaggiare verso direzioni inattese.
Ph. Credits: Foto Veronica Swift di Michelle Shiers
Ph. Credits: Foto The Italian Society di Fabrizio Cestari
Veronica Swift (Bio)
Tra le voci più originali del jazz contemporaneo, Veronica Swift ha costruito un’identità artistica capace di superare i confini del genere. Cantante, autrice e arrangiatrice, parte dalla tradizione jazz per intrecciarla con rock, soul, blues, bossa nova, funk, musica classica e teatro musicale, in un approccio che lei stessa definisce “transgenre”. Finalista nel 2015 al Thelonious Monk Institute of Jazz International Vocals Competition, la cantante si è affermata negli anni come una delle interpreti più interessanti della sua generazione, pubblicando tre album per Mack Avenue Records: Confessions (2019), This Bitter Earth (2021) e Veronica Swift, il lavoro più recente, nel quale la sua ricerca raggiunge una nuova libertà espressiva. Il suo repertorio accosta brani originali a riletture di artisti apparentemente lontani, dai Nine Inch Nails ai Queen, da Duke Ellington a Gounod, confermando una personalità musicale che non accetta definizioni rigide. Figlia della cantante e docente Stephanie Nakasian e del pianista bebop Hod O’Brien, Veronica Swift è cresciuta immersa nella tradizione jazz, facendone un punto di partenza per una ricerca personale e senza barriere. Una combinazione di tecnica vocale fuori dal comune, talento autorale e istinto per la sperimentazione che ha conquistato anche la critica: il Wall Street Journal ha definito la sua voce «miracolosa», mentre DownBeat l’ha descritta come una «donna dalle molte voci», capace di trasformare ogni sfumatura vocale in un caleidoscopio di emozioni.

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